Isola di Capri
charme & capriccio

è il prototipo millenario dell’esclusività su scala planetaria.

L’Isola Azzurra era e rimane mitizzata in ogni suo aspetto.

Al suo cospetto lo spirito del viaggiatore frenetico si ammorbidisce, per lasciare emergere qualcosa di straordinario: la Piazzetta, i Faraglioni, la Grotta Azzurra che «è la grotta più celebre dopo quella di Betlemme», come ricordava Domenico Rea. E Via Camerelle, Via Krupp e Villa Jovis, così, quasi all’infinito…
DC CAPRI DSC 1863

Capri è la seconda per estensione e numero di abitanti tra le isole dell’Arcipelago Napoletano. Secondo alcuni studiosi, sull’origine del nome c’è una duplice spiegazione, perché più che “isola delle capre”, potrebbe essere “isola dei cinghiali”, dal greco kapros, cinghiale appunto, animale del quale sono stati trovati numerosi reperti fossili. È stata definita «una scheggia di promontorio», perché in origine rappresentava l’estrema punta della Penisola Sorrentina, di cui conserva le caratteristiche morfologiche carsiche (è ricca di grotte e anfratti), e dalla quale si è separata in seguito a movimenti tellurici. Colonizzata dai Greci dell’Acarnania, divenne romana con Augustoche vi sbarcò nel 29 a.C. In seguito a un prodigio, Augusto l’acquistò dalla Napoli greca in cambio di Ischia, e vi costruì grandi insediamenti, lanciandone lo sviluppo. Alla sua morte, nel 14 d.C., Tiberio – che ereditò l’Impero – la scelse per trascorrervi i suoi ultimi dieci anni, lontano da Roma. Il territorio è diviso in due dal monte Solaro (589 metri) che, per gli strapiombi delle sue falesie, ne ha condizionato gli insediamenti in luoghi separati, Capri Anacapri, Comuni autonomi.