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Certo che ad abitare in collina vicino a un convento si ha la sensazione di fare un tuffo nel passato. Il convento Santa Maria della Vigna è vicino casa mia, risale al 1300 la cripta interna e al 1400 la costruzione della chiesa poi, negli anni a seguire, fu completato il resto del convento. Nella sua vita è stato abitato prima dai benedettini, poi da francescani, ha ospitato un orfanotrofio con all’interno anche una scuola, poi ha subito danni con il terremoto ed è stato per lungo tempo disabitato.
IMG 20201220 165716Ora il convento Santa Maria della Vigna, orgoglio di Pietravairano, è abitato dalle suore Clarisse. Le suore del silenzio, le suore della preghiera, le suore che ci sono ma che nessuno vede, coloro che hanno deciso di soffocare l’emotività e le loro attitudini comportamentali e sentimentali per dedicarsi interamente alla preghiera e alle varie attività del convento. Si avvertono nell’aria il silenzio e la preghiera, in fondo pregare è un processo del sentire, percepire, ascoltare e credere, non del capire.
Quando io e Giacomo lavoriamo nella terra si scandisce il tempo con i rintocchi delle campane. Quelle campane che svolgono da sempre anche la funzione di comunicare alla gente situazioni di pericolo imminente o gioie, giorni di festa, dolori o lutti. Attraverso questo linguaggio i rintocchi delle campane vivacizzano l’intera comunità di Pietravairano.
In questi giorni che precedono il Natale le campane del convento hanno un lavoro in più, alle 4,45 del mattino iniziano a suonare a festa per la messa della novena di Natale che si celebra alle 5.30. Da sempre la novena di Natale al convento ha raccolto quasi tutti gli abitanti, che si dedicavano alla preghiera nelle ore di buio in modo da non intaccare la giornata lavorativa.
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La nostra giornata lavorativa inizia con una ricca colazione a base di latte fresco preso da un vicino allevatore, pane e marmellata o biscotti, come in tutte le case e poi ognuno… ai suoi compiti che spesso si intrecciano. Giacomo predilige stare con gli animali, curarli, sfamarli e spesso coccolarli. Giuseppe nel suo piccolo dopo la didattica a distanza dà una manina un pochino in tutto anche se la sua passione sono gli insetti e per l’esattezza i bruchi, bruchi di macaone in special modo. 
In questo periodo nell’orto ci sono tante varietà di cavoli, il suo compito è guardare attentamente sotto le foglie di cavolo cappucciocavolfioriverze e broccoli per cercare bruchi di cavolaia. Salviamo “capre e cavoli” come si suol dire, i cavoli verranno liberati da questi insettini voracissimi e Giuseppe si divertirà ad allevarli per poi, dopo lo sfarfallamento, lasciare le farfalle nella nostra veranda. Io mi dedico alle faccende domestiche, cucina, orto, trasformazione e conservazione dei nostri prodotti in esubero per i periodi di carenza, proprio come faceva mia mamma e mia nonna prima di lei. Natale per noi non è una data ma uno stato d’animo e non può certo esistere senza dolci che riscaldano il cuore. Dolci speziati fatti con la frutta secca, nocciole mortarelle, noci, mandorle, mandorle amare, fichi e prugne secche, tutta di nostra produzione e accuratamente conservata. 
 
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Tozzetti con nocciole e fichi secchi
Ho intenzione di fare i tozzetti ai fichi secchi. Uso 500 g di farina, ne farò tanti, 220 g di zucchero, 4 belle uova più un tuorlo, mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva, 4 g di lievito vanigliato per dolci, 100 g di nocciole pulite e tostate, 200 g di fichi secchi tagliati a cubetti e messi a bagno per qualche minuto in un bicchierino acquavite, buccia di un limone grattugiata, tre o quattro mandorle amare tostate e tritate, un pizzico di sale.
Faccio un bell’impasto, è leggermente appiccicoso ma con l’aiuto di un po’ di farina mi aiuto. Faccio quattro filoncini e li metto sulla placca del forno con carta oleata. Cuocio a 190° per 20 minuti. Li tiro fuori dal forno, faccio raffreddare leggermente ma non troppo e poi li taglio. Per avere un taglio bello, devo usare un coltello a sega tipo quello del pane e il taglio deve essere obliquo. Taglio dei tozzetti dello spessore di un dito e li rimetto in fila sulla placca del forno. Vanno in forno a 180° per 15 o venti minuti. Quando saranno belli dorati li tolgo dal forno e faccio raffreddare. Sono freddi, li metto in un barattolo di vetro ben chiuso e sono pronti da offrire a eventuali ospiti.

IMG 20201220 165716Susamielli 
C’è un dolce natalizio della nostra tradizione che sinceramente non ho mai realizzato. Esattamente il perché non lo so. Comunque quest’anno una cara amica me li sta chiedendo e io, siccome le voglio molto bene, non ho potuto non accontentarla. Ho preso il vecchio ricettario di mia madre e... cerca e... cerca finalmente ho trovato la ricetta. Ci sono essenzialmente gli ingredienti e qualche macchia qua e là, il foglio ingiallito ma che ha avuto il potere di trasmettermi la voglia di cimentarmi nella realizzazione di questa semplice ricetta.                        
Allora: 260 g di farina, 300 g di miele, 100 g di mandorle tritate, mix di spezie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata, vaniglia e coriandolo), 150 g di bucce di agrumi candite e tritate e 4 g di ammoniaca per dolci. In effetti sembrano molto molto facili. Ho unito tutti gli ingredienti impastando bene, poi ho tagliato un pezzetto di impasto, ho fatto un cordoncino e poi gli ho dato la classica forma ad S.
Ho messo tutte le S sulla leccarda del forno ricoperta di carta oleata e trasferiti in forno preriscaldato a 170° per 15 minuti. Il mio laboratorio si è inondato di un profumo speziato ed estasiante molto simile ai Roccocò… ed erano anche molto morbidi. La cosa mi ha lasciata stupita in quanto il mio ricordo era di un biscotto duro. Sono bastati pochi minuti che il mio ricordo diventasse realtà. Raffreddandosi sono induriti. Li assaggio!!! Sono un complesso di dolce, speziato e agrumato e durante la masticazione sprigionano anche un profumo persistente dando come risultato un piacevole coinvolgimento dei sensi che per gustarlo in pieno mi ha fatto chiudere gli occhi. Ottimo risultato visto la mia prima esperienza. Li ripeterò e forse li farò anche più belli. La mia amica ne sarà felice ne sono sicura!

IMG 20201220 165716Biscotti alle noci
Ho ancora un po’ di tempo prima che Giuseppe finisca la sua didattica a distanza, faccio i biscottini alle noci. Setaccio 175 g di farina aggiungo 25 g di cacao, 7 g di lievito vanigliato per dolci, 70 g di olio extra vergine di oliva, 120 g di zucchero, 90 g di noci tostate e tritate, un uovo intero e un pizzico di sale. Faccio velocemente un impasto bello sodo, aiutandomi sempre con la farina faccio delle palline, che prima di mettere in cottura su carta forno, passo nello zucchero vanigliato e le schiaccio un pochino. Faccio cuocere in forno ventilato a 180° per 10 o 15 minuti. Questi Giuseppe li adora e a dir il vero anche io. #amocucinareperchiamo

Ehi... Psssssss... Sono Giuseppe e il suono delle campane da me preferito è quello del mezzogiorno, suonato dalla campana piccolina che sta verso casa mia. #amoimacaoni