A PIECE OF HEAVEN

CAMPANIA FELIX

I sensi della terra

Ne avevo le tasche piene!!! Sì... da bambina avevo sempre le tasche piene di mandarini e ancora oggi sono tra i miei frutti preferiti.  Amo il loro dolcissimo e tenero profumo che mi fa balzare alla felicità e alla spensieratezza di quando ero bambina. Il loro profumo mi riporta alle feste con i parenti, agli incontri delle famiglie di quando si ammazzava il maiale e noi bambini prendevamo di nascosto i mandarini che sarebbero serviti per profumare la carne e le budella. Il loro profumo mi riporta agli inverni di quando sempre noi bambini non sentivamo il freddo gelido ma solo la gioia di correre felici e saltare nei fossi pieni di ghiaccio. I mandarini sono così: sono gioia, sono fanciullezza, sono spensieratezza, sono profumo, sono il bambino che è in noi.

Questo piccolo frutto tondo e di un arancione caldo come il sole al tramonto mi infonde gioia di vivere ancora oggi e... credo sempre sarà così!

IMG 20210110 153845IMG 20210110 153845Nel nostro terreno ne abbiamo alcune piante, non so esattamente il loro nome botanico o la varietà so che sono mandarini e il mio cuore come il mio cestino è pieno di gioia da novembre ad aprile. Mandarini a più non posso, da mangiare semplicemente sbucciati, da aggiungere alle macedonie e alle insalate, le bucce usate come profuma-ambienti, oppure accuratamente essiccate e tritate si possono conservare nei barattoli e utilizzare per aromatizzare le bollenti tisane invernali. Quindi oltre all’utilizzo in svariate preparazioni trovo anche il sistema per conservarne abbastanza per il resto dell’anno.

IMG 20210110 153845Hei... Psssss... sono Giuseppe vorrei dirvi che il mandarino è sempre stato il mio frutto preferito.

Mi piace perché all’inizio ha un gusto aspro però poi è dolce proprio come mamma.

Vado sempre a raccoglierli con mamma e papà ma inevitabilmente ci seguono i miei gattini: Batcat, Cannella e Ciccino (gli ultimi due gatti sono i più capricciosi).

Ah, dimenticavo, li porto sempre nello zainetto quando vado a scuola calcio o facciamo le escursioni.

 

Scamorza al mandarino

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In inverno con il camino acceso l’uso della brace è d’obbligo e non è detto che brace significhi carne. Un modo semplice e simpatico di fare la scamorza, quella buona che sa di latte di mucca, è alla brace con buccia di mandarino. Lavo bene un mandarino, lo sbuccio e taglio tipo julienne la buccia. Taglio a fette spesse la scamorza e le schiaccio da ambo i lati sulla buccia di mandarino a julienne, metto sulla griglia e appena vedo che comincia a sciogliersi giro velocemente. Servo caldissima con pane abbrustolito. Semplice e profumata la mia scamorza e, mentre si scioglie in bocca, si sprigiona tutta l’intensità dell’aroma degli olii essenziali che uniti al gusto del latte della scamorza creano un’armonia perfetta. A volte avendo il camino spento e non avendo molto tempo ho provato anche su una bistecchiera rovente, il risultato è stato comunque molto buono.

 

Insalatina invernale

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Ho ospiti improvvisi e sinceramente non molte cose in frigo, una qualsiasi cena che si rispetti senza una fresca e colorata insalata risulta essere un pochino triste. Ho solo mezzo radicchio, l’ultimo del mio orto. Troppo poco!!! Allora mi invento questa insalatina con radicchio rosso tipo Treviso, spicchi di mandarini privati della pellicina in eccesso e dei semini, gherigli di noci, sale e olio evo. Devo dire che ha riscosso successo oppure non hanno avuto il coraggio di dire che non era buona? Fatto sta che l’hanno divorata e, a dire il vero, anche a noi è piaciuta molto.

 

IMG 20210110 153845Mandarinetto o liquore al mandarino

Come si vuole chiamare si chiama, resta il fatto che è fantastico. Si è capito che adoro anche i liquori? E che adoro farli? Beh, credo proprio di sì. Che siano mandarini appena raccolti e soprattutto naturali, senza alcun tipo di trattamento.

Per due litri di mandarinetto: la buccia di 40 mandarini, un litro di alcool, un litro di acqua, 700 g di zucchero semolato. Per preparare il mio mandarinetto (o liquore al mandarino) lavo accuratamente i mandarini, pulendo le bucce da eventuali impurità. Taglio la scorza dei mandarini con un pelaverdure, devo cercare di prelevare solo la parte arancione, eliminando quella bianca, che potrebbe risultare un pochino amara. Metto tutte le bucce in un grosso barattolo, aggiungo l’alcool e mescolo bene.

Copro con cura e lascio macerare per tre settimane. Trascorso il tempo necessario, in una pentola faccio lo sciroppo di acqua e zucchero, facendo sobbollire per 10-15 minuti dando consistenza allo sciroppo. Poi, faccio raffreddare completamente lo sciroppo. A questo punto aggiungo le bucce e l’alcool, lasciando riposare il tutto ancora 20 minuti. Poi filtro il liquore e lo imbottiglio. Il mio mandarinetto è pronto, lo lascio riposare un mese prima di consumarlo.

Lo servirò ben freddo, dopo pasto magari in accompagnamento a una bella crostata di frutta.

 

Marmellata di mandarini

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Certo che se non preparo la mia marmellata di mandarini le mie amiche Maria, Violetta e Perla questa estate quando verranno a Pietravairano come faranno colazione? Loro adorano questa mia marmellata più delle altre, dovrò farne qualche barattolo in più quest’anno!

Raccolgo due kg di mandarini, belli maturi e profumati, li lavo accuratamente li taglio a metà e ne faccio una bella spremuta. Il succo lo metto in una pentola con 900 g di zucchero semolato e porto ad ebollizione a fuoco lento. Prendo la metà delle bucce, le bollo in acqua con un pizzico di sale, le sgocciolo e le faccio raffreddare. Le taglio a striscioline sottili e le verso nello sciroppo di succo e zucchero. Alzo la fiamma e faccio cuocere fino a quando lo sciroppo diventa trasparente. Faccio la prova di un cucchiaio di marmellata versato su un piatto, se raffreddandosi diventa densa vuol dire che è pronta. A questo punto prendo i barattoli ben sterilizzati li riempio con la marmellata bollente e li tappo bene posizionandoli a testa in giù. Una volta raffreddati saranno pronti per essere messi in dispensa o... regalati!!

I sensi della terra

Blog di Maria Concetta Creta
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